Il Babbà Salato è una deliziosa variante del celebre babà dolce napoletano, conosciuto in tutto il mondo per la sua sofficità e il suo inconfondibile aroma di rum. La versione salata, sebbene meno conosciuta, è altrettanto deliziosa e perfetta per aperitivi o buffet. Scopriamo insieme la ricetta, arricchita da un tocco di storia e curiosità. Ingredienti– Farina Manitoba: 300 gr– Latte: 250 ml– Farina 00: 200 gr– Uova: 3– Burro: 120 gr– Parmigiano Grattugiato: 100 gr– Lievito di Birra Secco: 7 gr– Sale: 1 cucchiaino– Pepe: q.b.– Salumi Misti: q.b. Procedimento1. Preparazione dell’Impasto: In una ciotola capiente, setacciare le farine e aggiungere il lievito di birra secco. Unire il latte tiepido e mescolare fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungere le uova, una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. 2. Aggiungere gli Ingredienti: Incorporare il burro ammorbidito, il parmigiano grattugiato, il sale e il pepe. Continuare a impastare fino a quando l’impasto sarà liscio ed elastico. Infine, aggiungere i salumi misti tagliati a cubetti piccoli, mescolando bene. 3. Lievitazione: Coprire la ciotola con un canovaccio umido e lasciare lievitare l’impasto in un luogo caldo per circa 2 ore, o fino a quando avrà raddoppiato il suo volume. 4. Cottura: Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrare uno stampo per babà e versare l’impasto lievitato. Cuocere per circa 35-40 minuti, o fino a quando il babà sarà dorato in superficie e cotto all’interno. Il babà dolce ha origini lontane che risalgono al XVIII secolo, quando fu introdotto a Napoli dai cuochi francesi al servizio dei Borbone. La versione salata del babà è nata più recentemente, come un’alternativa creativa per utilizzare lo stesso impasto in contesti diversi. Questa deliziosa variante è diventata popolare nelle cucine napoletane grazie alla sua versatilità e al gusto ricco e saporito. Il segreto del successo del babà, sia dolce che salato, risiede nella sua lavorazione artigianale, che garantisce una consistenza soffice e un sapore irresistibile. La presenza dei salumi misti rende il babà salato un’esperienza gustativa ancora più completa e appagante, perfetta per stupire i tuoi ospiti con un tocco di tradizione e innovazione. Buon appetito e buon divertimento con il tuo Babà Salato! 📖✨ Continua a seguire il blog Impastologo per altre ricette e curiosità culinarie! Curioso di sapere da dove proviene il nome “babà”? Deriva dal polacco “babka”, che significa “nonna”, indicando una torta casalinga fatta dalle nonne. Affascinante, vero?
Un Viaggio nel Gusto: La Magia di “Tavolo Riservato” di Marcello Fontana
Nel cuore di Fuorigrotta, c’è un luogo che non è solo una pizzeria, ma un’autentica esperienza gastronomica: Tavolo Riservato di Marcello Fontana. Entrando, si viene accolti da un’atmosfera che combina calore e raffinatezza, dove ogni dettaglio è curato con amore e passione. È il rifugio perfetto per chi cerca non solo un pasto, ma un viaggio sensoriale. Gli impasti: un capolavoro di creatività La vera magia di questa pizzeria inizia con gli impasti, una sorpresa continua per il palato. Marcello Fontana ha creato un repertorio di base così vario e ben studiato da sfidare ogni aspettativa. Ogni morso rivela una consistenza unica: soffice e leggero, ma al tempo stesso robusto nel sostenere i topping. C’è l’impasto classico, dal profumo avvolgente di grano, quello ai cereali antichi che richiama sapori dimenticati, fino a impasti fermentati naturalmente, che sorprendono con la loro digeribilità e il gusto complesso. Ogni scelta è frutto di una ricerca accurata sulle migliori farine e tecniche di lavorazione. Si percepisce chiaramente la dedizione nel lasciare che l’impasto “parli”, esaltando sapori autentici e genuini. I topping: un’esplosione di unicità Ma il vero colpo di scena arriva con i topping: qui non troverete nulla di banale. Ogni pizza è una creazione unica, un mix di sapori che esalta ingredienti ricercati e combinazioni inaspettate. Ogni ingrediente è scelto con una cura quasi maniacale, e il risultato è un’armonia che stupisce. Non è solo una pizza, è un piatto che racconta una storia. È come se Marcello riuscisse a trasformare ogni assaggio in un dialogo tra tradizione e innovazione. Un’accoglienza che fa la differenza Oltre alle meraviglie del menu, ciò che rende davvero speciale Tavolo Riservato è l’ospitalità. Lo staff è impeccabile: preparatissimo, attento, e con un’affiatatezza che si percepisce nei sorrisi e nella coordinazione perfetta. Ogni cliente viene coccolato, che si tratti di un consiglio sul vino perfetto da abbinare alla pizza o di una particolare esigenza alimentare. E poi c’è lui, il padrone di casa, Marcello Fontana, che sa come far sentire ogni ospite speciale. Con una presenza mai invadente, ma sempre disponibile, accoglie i clienti con la gentilezza e la competenza di chi ama profondamente il proprio lavoro. Marcello non è solo uno chef, è un narratore di sapori, un custode del buon vivere. Un’esperienza da vivere (e rivivere) “Tavolo Riservato” non è una semplice pizzeria, ma un luogo dove il cibo diventa arte e l’ospitalità una coccola per l’anima. È un’esperienza che lascia il segno, che invita a tornare, perché ogni visita promette qualcosa di nuovo da scoprire. Se non ci siete ancora stati, segnate questo nome. E se ci siete già stati, sapete bene che una volta non basta. Marcello Fontana e il suo staff vi aspettano per regalarvi momenti di pura felicità gastronomica.
Fabio Di Giovanni: Un’Esperienza Indimenticabile al “Don Antonio”
Recentemente ho avuto l’onore di visitare la Pizzeria Don Antonio a Salerno, dove ho incontrato il talentuoso Fabio Di Giovanni, un pizzaiolo che porta avanti con passione e maestria la tradizione di famiglia. Entrare in questo locale è stato come fare un tuffo nel passato, un luogo dove la tradizione e l’innovazione convivono armoniosamente. Fabio Di Giovanni non è solo un maestro dell’impasto, ma una persona squisita e molto accogliente. Sin dal primo istante mi ha fatto sentire come a casa, condividendo con me la sua storia e la sua visione sulla preparazione della pizza. La sua dedizione e attenzione ai dettagli sono palpabili in ogni fase del processo, dalla selezione degli ingredienti alla cottura nel forno a legna. Parlando della sua creazione, sono rimasto letteralmente senza parole nel provare il suo impasto: una consistenza che si scioglie in bocca e un sapore autentico che riflette l’amore e la cura con cui ogni pizza viene preparata. Ogni morso è un’esperienza, un viaggio attraverso i sapori della Campania. Fabio ha saputo mantenere viva la tradizione della Pizzeria Don Antonio, fondata nel 1970, e allo stesso tempo ha introdotto innovazioni che rendono ogni pizza unica. La sua maestria nell’arte dell’impasto e la sua calda accoglienza fanno della Pizzeria Don Antonio una meta imperdibile per gli amanti della buona pizza. Per chi non ha ancora avuto l’occasione di visitare questo gioiello gastronomico, consiglio vivamente di farlo. La Pizzeria Don Antonio non è solo un luogo dove mangiare, ma un’esperienza da vivere, un tributo all’arte della pizza e alla passione di Fabio Di Giovanni. In conclusione, ringrazio di cuore Fabio per la sua ospitalità e per aver condiviso con me la sua arte. Non vedo l’ora di tornare e scoprire nuove creazioni deliziosamente sorprendenti. 🍕✨ Buona lettura e… alla prossima scoperta culinaria!
Crystal Bread: L’Innovazione di Albert Adrià
Albert Adrià, uno dei più grandi innovatori della cucina spagnola, ha stupito il mondo gastronomico con il suo Crystal Bread (Pane di Cristallo). Questo pane unico, che sembra un pezzo di vetro trasparente, è stato creato nel 2019 e rappresenta un’evoluzione straordinaria nel campo della panificazione. La Storia del Crystal Bread Il Crystal Bread è nato dall’idea di unire la tradizione del pane con l’innovazione culinaria. Adrià, noto per il suo lavoro al famoso ristorante El Bulli, ha sempre cercato di sconvolgere le aspettative dei suoi clienti con creazioni sorprendenti e innovative. Il Crystal Bread non fa eccezione: è un pane croccante e arioso, fatto con pochi ingredienti, tra cui acqua, fecola di patate e kuzu. Cos’è il Kuzu? Il kuzu è una polvere derivata dalle radici della pianta di kudzu (Pueraria lobata), una pianta rampicante originaria del Giappone. È una polvere gelatinosa utilizzata in cucina per addensare salse e dolci. Il kuzu è noto per le sue proprietà nutritive e le sue capacità di gelificazione, rendendolo un ingrediente ideale per creare texture uniche nei cibi. La Creazione del Crystal Bread Per creare il Crystal Bread, Adrià ha utilizzato il kuzu per ottenere una consistenza trasparente e leggera. Il processo prevede la miscelazione di acqua, fecola di patate e kuzu, seguita da un passaggio in forno che dà vita a questo pane sorprendente. Il risultato è un pane che sembra fatto di cristallo, con una croccantezza e una leggerezza incredibili. Il Successo del Crystal Bread Il Crystal Bread ha riscosso un grande successo tra i cuochi e i gourmet di tutto il mondo. La sua presentazione visiva e la sua consistenza unica lo rendono un piatto iconico della cucina moderna. Inoltre, ha ispirato una sfida online chiamata “Crystal Bread Challenge”, in cui chef e cuochi amatoriali competono per creare la loro versione di questo pane di cristallo ed ecco la mia interpretazione.
Roberta Pezzella: L’arte del Pane e della Vita
Roberta Pezzella, una delle panificatrici più influenti d’Italia, è un vero esempio di passione e dedizione. Originaria di Frosinone, ha fondato il panificio “PezZ de Pane”, che è stato premiato con i 3 Pani di Gambero Rosso. Ma la sua storia va ben oltre la panificazione. Roberta è una persona esuberante, genuina e sincera. Durante la sua giovinezza, si è dedicata alla street art, un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nella sua vita e nel suo lavoro. Questo lato artistico si riflette anche nel suo panificio, dove ogni pane è una creazione unica, frutto di un processo di panificazione naturale e l’uso di materie prime di alta qualità. Un aneddoto interessante riguarda il progetto #nonsolocalciatori. Invece di firmare la maglia del progetto con il suo nome, Roberta ha scelto di utilizzare il suo “TAG”, un termine del gergo della street art che rappresenta la sua firma artistica. Questo gesto simbolico mostra quanto sia radicata la sua identità artistica anche nel suo lavoro quotidiano. Ho avuto il piacere oltre di conoscerla anche di assaggiare il suo pane, e posso dire senza esitazione che è stato il migliore che abbia mai provato. La crosta croccante, l’interno morbido e il sapore autentico sono il risultato di anni di esperienza e di una passione ineguagliabile. Roberta ha studiato e lavorato con grandi nomi come Heinz Beck e Gabriele Bonci, ma ha sviluppato il suo metodo unico di panificazione, il “Metodo Pezz”. Questo metodo, che combina tecniche tradizionali e innovative, è alla base del successo del suo panificio.La Maestra Roberta Pezzella non è solo una panificatrice, ma un’artista del pane. La sua storia è un’ispirazione per tutti coloro che cercano di trasformare la loro passione in arte. Se non avete ancora avuto l’opportunità di assaggiare il suo pane, vi consiglio vivamente di farlo. Non ve ne pentirete!
L’Aceto: Il Segreto per un Pane che Dura di Più
Nel mondo della panificazione, ogni ingrediente ha il suo ruolo specifico e fondamentale. Tra questi, l’aceto emerge come un alleato prezioso per chi desidera prolungare la freschezza del pane. Ma come funziona esattamente? Scopriamo insieme i benefici dell’aceto nell’impasto del pane. Il Ruolo del pH nell’Impasto L’aceto, noto per la sua acidità, ha la capacità di abbassare il pH dell’impasto. Questo cambiamento chimico non è solo una curiosità scientifica, ma ha effetti pratici molto importanti. Un pH più basso crea un ambiente meno ospitale per la crescita di muffe e batteri, che sono i principali responsabili del deterioramento del pane. Inibizione della Crescita di Muffe Le muffe prosperano in ambienti neutri o leggermente alcalini. Abbassando il pH dell’impasto, l’aceto rende l’ambiente meno favorevole per questi microrganismi. Questo significa che il pane rimane fresco più a lungo, riducendo la necessità di conservanti artificiali. Prolungamento della Conservazione Grazie all’azione dell’aceto, il pane può mantenere la sua freschezza e morbidezza per un periodo più lungo. Questo è particolarmente utile per chi produce pane artigianale e desidera offrire un prodotto di alta qualità senza l’uso di additivi chimici. Come Utilizzare l’Aceto nell’Impasto L’aceto può essere aggiunto direttamente all’impasto durante la fase di miscelazione. È importante dosarlo correttamente: solitamente, un cucchiaio di aceto per ogni mezzo chilo di farina è sufficiente per ottenere i benefici desiderati senza alterare il sapore del pane. L’Acido Acetico e il pH L’aceto contiene acido acetico (CH₃COOH), che è un acido debole. Quando viene aggiunto all’impasto, l’acido acetico si dissocia parzialmente in ioni idrogeno (H⁺) e ioni acetato (CH₃COO⁻). Questa dissociazione aumenta la concentrazione di ioni idrogeno nell’impasto, abbassando così il pH complessivo. Effetti del pH Basso 1. Inibizione della Crescita di Muffe e Batteri: La maggior parte delle muffe e dei batteri preferisce ambienti con pH neutro o leggermente alcalino. Un pH più basso crea un ambiente ostile per questi microrganismi, riducendo la loro capacità di proliferare. 2. Prolungamento della Conservazione: Con un pH più basso, il pane è meno suscettibile alla contaminazione microbica, il che significa che rimane fresco più a lungo senza bisogno di conservanti artificiali. Come Funziona nell’Impasto Quando aggiungi aceto all’impasto, l’acido acetico interagisce con l’acqua e gli altri ingredienti. La reazione chimica che avviene è la seguente: Questa reazione rilascia ioni idrogeno, che abbassano il pH dell’impasto. Un pH più basso rallenta l’attività enzimatica e microbica, contribuendo a mantenere il pane fresco più a lungo.